
Erano circa le 6 di mattino quando siamo stati svegliati dall’ altoparlante che ci annunciava l’arrivo a Sapa. Il treno scivolava lento sui binari mentre intorno il paesaggio era decisamente diverso da quello che avevamo lasciato la sera prima. I palazzoni della periferia di Hanoi che si stagliavano oltre il finestrino adesso erano alte montagne verdeggianti.
Il treno notturno non è l’unico modo per raggiungere Sapa anzi esattamente Lao Cai, a pochi kilometri dal confine con la Cina. La città è collegata ad Hanoi con diversi bus notturni e giornalieri oppure dal treno notturno che parte alle 22 ed arriva alle 6. Si possono scegliere diverse compagnie e diverse classi a seconda delle esigenze di ciascuno. Personalmente, in vista del trekking e delle giornate faticose che ci avrebbero atteso, abbiamo deciso di coccolarci prendendo una cabina doppia della compagnia “Laman Express” . Il costo è di circa 65 euro p.p. ma la cabina è dotata di ogni confort: dai letti comodi a vari snack e bevande, per finire con il wifi.

Usciti dalla stazione era già ad attenderci il van dell’ agenzia con cui avevamo preventivamente organizzato il trekking. Qualora non abbiate già un programma, non temete, verrete sommersi da proposte di ogni tipo che vanno dai trekking più brevi a quelli che durano due o più giorni.
Noi abbiamo scelto l’agenzia “Sapa O’Chau” consigliata anche dalla Lonely Planet.
Perché sceglierla?
Perché ci siamo trovati benissimo e perché l’agenzia è gestita da Hmong e aiuta lo sviluppo educativo delle popolazioni delle risaie.
Alle 8 in punto la nostra guida May è venuta a prenderci, eravamo solo il mio ragazzo ed io in quel gruppo. Il percorso scelto era di media difficoltà ma se siete tipi allenati ce ne sono anche di difficoltà maggiore. Il nostro comprendeva 16 km il primo giorno e 12 il giorno successivo.
Non so ben descrivere le emozioni di quel giorno tra foreste di bambù (scivolosissime) sentieri in mezzo alle risaie e villaggi remoti. May è stata una guida provetta e ci ha aiutato in ogni momento di difficoltà insieme ad un’anziana signora e ad una bambina di 9 anni che si sono unite a noi. Eravamo una sorta di compagnia dell’anello sui generis.

Dopo una pausa pranzo in un ristorante con vista sulle risaie e molti passi dopo siamo arrivati al villaggio di Lao Cai dove abita May. Faccio menzione del fatto che la casa di May è stata il primo esempio di homestay aperta in Vietnam nel lontano 2009.
Erano ormai le 16 e dopo una breve pausa ristoratrice siamo usciti e abbiamo iniziato a vagare per il villaggio tra bancarelle e laboratori di artigianato locale.
NOTA: purtroppo durante il percorso e nei villaggi verrete assaliti da bambini e anziane signore che tenteranno di vendervi qualunque cosa. Ci hanno consigliato di ignorare tutti ma sinceramente, non ci sono riuscita nemmeno mezza volta.
Dopo una doccia e un cambio abiti eravamo pronti per conoscere la famiglia di May. Il marito ed il figlio erano nei campi a raccogliere il mais ma siamo riusciti a conoscere gli altri membri della famiglia. Alle 19 in punto May e sua suocera ci hanno invitato ad unirci a loro per la cena che, detto tra noi, è stato uno dei pasti più buoni che ho mangiato in Vietnam.

L’indomani mattina, dopo un’abbondante colazione a base di crepes che abbiamo consumato circondati da enormi bufali, ci siamo rimessi in marcia per tornare a Sapa passando per alcuni villaggi abitati da altre due popolazioni locali: gli Hmong Rossi e i Dao.
Alle 15 circa eravamo di nuovo in agenzia, stranchi,pieni di fango ma anche pieni di gratitudine.
NOTA: per tornare ad Hanoi ci sono bus che partono ogni giorno fino alle 18 e potete decidere se ripartire il giorno stesso o soggiornare una notte a Sapa. Nel caso in cui voleste partire subito dopo il trekking l’agenzia mette a disposizione delle docce. Noi abbiamo però optato per rimanere una notte in più a Sapa e riposarci,visitando senza fretta il vivace centro.

