Viaggiare in Colombia è sicuro?

Uno dei murales più famosi di Bogotà

Sono appena tornata da 26 giorni in Colombia e prima di partire avrò digitato questa domanda un milione di volte. Ad ogni blog che leggevo l’ansia aumentava ma ormai i biglietti aerei erano stati acquistati e non rimaneva che armarsi di coraggio e affrontare il paese dai mille pericoli.

Il due gennaio alle 4 e 20 eravamo puntualissimi all’aeroporto di Bogotà, avvolti dalla notte e nel mio caso dall’ansia di non saper gestire la situazione. Avevo prenotato un driver dall’hotel perché avevo letto che i taxi potevano nascondere truffe o addirittura rapimenti.

Dopo un breve tragitto in auto eravamo nella zona Rosa di Bogotà, a nord, nel quartiere dei ricchi perché avevo cancellato tutte le zone della città dove più frequentemente si erano registrati scippi ai danni dei turisti.

Dopo un breve riposino di qualche ora alle 8 eravamo già in strada pronti a prendere un bus per il centro. Ma ahimè il receptionist dell’hotel lo ha definito “poco sicuro” quindi prontamente ho scaricato Cabify e in poco più di mezz’ora eravamo in centro.

È stato questo l’inizio del mio viaggio in Colombia. Da Bogotà ci siamo spostati in bus, in aereo, abbiamo visitato città e paesi, nell’interno e sulla costa caraibica.

Vi chiederete “sì, ok ma quindi è un paese sicuro o no?”

Lo voglio urlare “SI, LA COLOMBIA È UN PAESE SICURO PER I TURISTI”.

Mi sono bastati pochi giorni per capire che la fama della Colombia è tutt’altro che veritiera almeno a livello turistico. Sicuramente è un paese che in passato ha avuto molti problemi legati alla sicurezza ma ad oggi, in 26 giorni non mi sono mai sentita in una situazione di pericolo ( e come avrete intuito non mi definirei “cuor di leone”) .

A Bogotà la povertà è percepibile ad ogni angolo di strada ma è una metropoli di circa 8 milioni di abitanti e con qualche piccola accortezza risulta molto semplice da girare da soli. Lo stesso discorso vale per Cartagena, Medellin e Santa Marta.

In quasi un mese di viaggio avremo incontrato non più di 10 italiani tutti ingiustamente più impauriti di noi.

Nelle città se volete sentirvi più sicuri prenotate hotel nei quartieri più ricchi come “la zona Rosa” a Bogotà o “il poblado” a Medellin.

Tutti i colombiani incontrati in questo viaggio si sono rivelati preziosissimi aiuti, persone gentilissime e sempre pronte a fare conversazione. Abbiamo mangiato con loro, vissuto con loro e anche fatto festa con loro e non posso fare altro che invitarvi a prenotare un volo per Bogotà per vedere con i vostri occhi l’allegria contagiosa di questo popolo meraviglioso e resiliente.

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